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martedì, 01 novembre 2005
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Per inviare articoli o messaggi: lombardia@megachip.info |
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Eventi e segnalazioni
- 5 novembre: Sono stati annullati tutti gli appuntamenti - segnalati in questa sede, i giorni scorsi - cui doveva intervenire Margherita Hach, per problemi familiari della signora Hack medesima.
Ricordando Patrizia. Serata dedicata alla raccolta fondi per una borsa di studio che porta il nome di Patrizia Puppo.Mercoledi 2 Novembre - Cinisello Balsamo (Milano);
- Il malato, la malattia, la cura e non solo, la ricerca. Discussione, confronto, informazione sul tema delle neoplasie polmonari. Venerdi 4 Novembre
- Margherita Hack presente il libro "Brandelli d'Italia".Venerdì 4 Novembre
alla Biblioteca Civica - Villa Ghirlanda - Cinisello Balsamo (Milano) - 3 novembre - mattina - Margherita Hack ospite alla Scuola Superiore "G. Torno" di Castano Primo (Milano) interviene sul tema: Lo stato della Scuola e della Ricerca, oggi in Italia
- Mediapoli, la città informata - Milano giovedì 17 novembre
- Associazione "La Conta" - gli appuntamenti della settimana
- Arrestati in Nepal centinaia di giornalisti - da "Giornalisti" novembre-dicembre 2005
- Per la libertà e i diritti dei migranti - appello per la manifestazione del 3 dicembre Roma
- Associazione La Conta - gli appuntamenti della settimana dal 21 al 25 novembre
- Fotografia e Informazione e GRIN - invito al Circolo della Stampa, il 29 novembre
- Un corso utile e rilassante alla Cascina Santabrera, di S. Giuliano Milanese, il 27-11
- NO TAV! - ultime notizie - da Fabio Bovi
- "Niente scuse" -manifestazione telematica - 10 dicembre - da progettogaia
dicembre 2005
- COMUNICATO STAMPA: "INTRECCI sguardi sul mondo" - riprende la programmazione televisiva - da URIHI di
Marco De Poli e Giovanna Cossia. PRESENTAZIONE AL FESTIVAL CINAMERICA - 7 dicembre 2005 - Lavagna (Genova)
- COMUNICATO STAMPA di Maurizio Baruffi, Consigliere Comunale dei Verdi sulle dichiarazioni del Vicesindaco DeCorato
INVITO - COMUNICATO STAMPA: LA BIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE PER LALLA ROMANO - Milano, dall'11 novembre al 17 dicembre 2005 - presentazione di Dante Isella
- 6 DICEMBRE - Testimonianza dalla Val di Susa - da fabio bovi
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A botta calda
- Rock e lento di germana p.
- Assalto alla Memoria - di gea
- L'ultima recita - di ciottolo
- I ruminanti - di Mimmo Lombezzi
- Cari colleghi..- di Mimmo Lombezzi
- La vignetta di Molly Bezz
- Segnarsi un po' (da cantarsi sulle note di "Amarsi un po'" di Battisti - di Mimmo Lombezzi
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L'informazione negata
- L'italia vista dall'America. Un nuovo attacco a Berlusconi? - traduzione di
- Alma Mazzoleni
- NO TAV! - ...Ecco come stanno le cose - da una e mail di un cittadino di Val di Susa
- NO TAV! - Recentissimi aggiornamenti al 25 novembre - da Fabio Bovi
- Storia di Roj Tv, invisa alla Turchia e agli Stati Uniti - di germana pisa e da un articolo de "Il Manifesto"
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Il documento
- Il libro: "Sotto la notizia niente" di Claudio Fracassi - saggio sulla informazione planetaria - edizione I libri dell'Altritalia - trascrizione a cura di germana pisa - ultimi paragrafi pubblicati: cap. secondo: Ma come fanno i giornalisti? - Oggetti non osservati - La trascrizione continua...Prossimi paragrafi : Obiettività - Le ombre delle ombre - (dal 29 novembre)
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Recensioni
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Arna's children - (Israele, Palestina, Paesi Bassi, 2003, 84')-un film di Juliano Mer Kamis - DVD sottotitolato
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L'intervista
- Intervista a Giovanni Beduschi, autore del libro "Il Vangelo secondo Silvio" - a cura di Alessandro Rizzo
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Testimonianza dalla Val di Susa e mail ore 9, stamani
Hanno fatto irruzione nella notte, mentre le gente dormiva, picchiato a manganello alto in faccia (anche giovani ragazzine)
Molti poliziotti e carabinieri nei giorni scorsi avevano ricevuto cibo e calore dai falò; oggi sembrano trasformati, con gli occhi di fuori, nella furia violenta.
Chi mi chiama da Venaus sta piangendo, non può credere ai propri occhi... continuano a chiamarmi dicendo che picchiano ovunque in valle. la gente del paese di venaus non vuole andare via per dignità, ma rischia botte.
PROCLAMATA FERMATE SPONTANEE E ASSEMBLEE DOVE POSSIBILE IN TUTTA ITALIA chiunque possa telefoni a istituzioni e organi di informazione per esprimere il proprio sdegno.
Dal comitato NoTavTorino
HANNO SCELTO LA VIOLENZA A Venaus questa notte le "forze dell'ordine" hanno brutalmente aggredito i presidianti che stavano riposando nelle tende e nelle baracche. Non c'è stata reazione. Ai sindaci veniva strappata la fascia tricolore, poi erano manganellate anche per loro. Ci sono al momento 15 feriti, di cui 2 in condizioni serie.
Tutta la Val Cenischia è isolata dalla polizia e pare vogliano identificare e fermare tutti coloro che sono attualmente presenti al presidio.
Intanto nel resto della valle sono partite manifestazioni spontanee: le RSU delle fabbriche hanno dichiarato sciopero; alcune stazioni ferroviarie e le statali sono di fatto impraticabili. Al di fuori della Valle Susa si stanno organizzando presìdi di denuncia e di protesta contro questa scelta che non ha certo la forza di risolvere la situazione, ma solo di testimoniare la spaventosa involuzione che sta subendo la democrazia in questo Paese. A TORINO: PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DALLE 10,30 PER L'INTERA GIORNATA
fabio bovi
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La Biblioteca Nazionale Braidense per LALLA ROMANO Mostra di manoscritti e documenti 11 novembre - 17 dicembre 2005
lunedì-venerdì 9,30 - 17,30 sabato 9,30 - 13,30
per informazioni e richiesta di materiali:
Biblioteca Nazionale Braidense Claudia Romano Responsabile Relazioni Esterne e-mail: romano@icil64.cilea.it
Associazione Amici di Lalla Romano via Brera 17 20121 Milano tel. e fax: 02 86463326; cell. 348.5601217 e-mail: antonioria@libero.it
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COMUNICATO STAMPA NEVICATA E FARNETICAZIONI: IL VICESINDACO CERCA CAPRI ESPIATORI PER NON AMMETTERE LE PROPRIE RESPONSABILITA' Dichiarazione di Maurizio Baruffi, consigliere comunale dei Verdi Il Vice Sindaco di Milano, Senatore Riccardo De Corato, ha diffuso questa mattina alcune dichiarazioni autenticamente irresponsabili su presunte connessioni fra le proteste contro il taglio indiscriminato e ingiustificato degli alberi in città e i danni per la nevicata di questa notte. "Sfido De Corato a venire in aula a Palazzo Marino con due elenchi in mano: quello delle 105 piante che il Comune considerava ad alto rischio di schianto improvviso - e dunque da abbattere - il 22 luglio 2005 e quello delle località in cui si sono verificati danni questa notte in seguito alla caduta di rami d'albero per la neve. Così potremo verificare quanta attinenza vi sia fra i due elenchi. Ricordiamo poi che il 31 agosto scorso il Vice Sindaco aveva confermato che il Comune avrebbe comunque proceduto all'abbattimento di 85 piante pericolanti e che il successivo reintegro sarebbe avvenuto nella stagione invernale 2005-2006. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre cosa hanno fatto i boscaioli di De Corato ? Elenco e date sono accessibili sul sito internet del Comune di Milano. De Corato, invece che attribuire all'opposizione la responsabilità di eventuali danneggiamenti farebbe bene a spiegare ai milanesi se le potature siano state eseguite nei tempi e nei modi dovuti e se il Comune non abbia per caso scelto di abbattere prioritariamente le piante che dovevano sparire per fare spazio ai parcheggi al posto di quelle malate. Girando in città, poi, ci si accorge che le piante più danneggiate sono proprio quelle piantate di recente dal Comune. Infine c'è da chiedersi chi verrà incolpato dal Vice Sindaco della mancata pulizia dei tombini che non raccolgono l'acqua e rendono ogni incrocio della città un piccolo laghetto da attraversare. Un uomo della sua esperienza politica dovrebbe avere anche il buon senso di ricordarsi di essere da 9 anni Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici". Maurizio Baruffi Consigliere Comunale di Milano www.ilbaruffi.it 0288450208-9 3 DICEMBRE 2005 |
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COMUNICATO STAMPA
Intrecci: sguardi sul mondo n. 1/2005 - I Liguri e il Pacifico (10'15") Gli Italiani già dal '500 sono presenti In tutte le colonie spagnole dell'America del Sud; conseguenza dell1alleanza della Spagna con alcuni stati della penisola, soprattutto con la Repubblica di Genova. Nella Biblioteca Nazionale di Santiago del Cile abbiamo trovato inedite tracce di uno di loro - Giovanni Battista Pastene - nelle lettere autografe scritte dal conquistatore Pedro de Valdivia a Carlo V°, l1imperatore sul cui regno 'non tramontava mai il sole'. Altri capitani genovesi stabilrono nella seconda metà del 500 un attivo traffico tra i porti del Callao e Valparaiso, inaugurando il commercio marittimo di cabotaggio, che con la fine del dominio spagnolo fu in gran parte monopolio dei marinai genovesi; avanguardia dei futuri emiganti che con un lunghissimo viaggio attraverso lo stretto di Magellano daranno nella seconda metà dell1800 la loro impronta ai porti di Valparaiso e del Callao. Intrecci il magazine televisivo mensile sui problemi dello sviluppo e i rapporti tra nord e sud del mondo, distribuito dal gennaio 2000 dalla ADN Kronos ad un circuito di 110 televisioni locali, riprende dopo due anni di interruzione. Nelle 39 puntate fin qui realizzate tra il 2000 e il 2003, disponibili tutte in videocassetta, abbiamo affrontato temi quali: rifugiati, globalizzazione, debito, diritti umani, flussi migratori, bambini, emergenze umanitarie, ambiente e sviluppo, donne rurali, l'altra Africa, Pechino +5, "In cammino", "Solidarietà a distanza", "Acqua", "Un altro mondo è possibile?", "Cioccolato e caffè", "Popoli indigeni", "Donne e azioni positive", "A Genova!", "Contro il razzismo", "Tra pace e guerra", "Schiavitù vecchie e nuove", "Informazione e sviluppo2, "Lontano da casa", 3Voci da Porto Alegre2, "AIDS in Africa", 3Dalla strada alla scuola2, 3Amazzonia!2, 3Donne e ambiente2, 3Sovranità alimentare2, 3Contadini senza terra2, 3Italia e America2 e 3Firenze, Europa, MondoS2, 3Guerra e pace in Medio Oriente2, "Voci e volti di guerre dimenticate", 3Un1altra TV?2, 3Bambini lavoratori2 e 3Acqua, bene comune2. Intrecci è il primo tentativo organico in Italia di dare voce e volti alla realtà del sud del mondo, nei suoi contatti con la nostra; per allargare gli "sguardi" su un mondo sempre più interdipendente, e offrire temi di discussione sui grandi problemi, ancora irrisolti alle soglie del nuovo millennio. E' promosso dalla ONG Gruppo per le Relazioni Transculturali, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo, ed è realizzato dall'Associazione URIHI, a cura di Giovanna Cossia e Marco De Poli.
Cari amici, dopo due anni e mezzo di interruzione riprende il nostro programma televisivo mensile "Intrecci: sguardi sul mondo". Qui di seguito il comunicato stampa della prima puntata I Liguri e il Pacifico. Verrà presentata in anteprima a Lavagna la mattina del 7 dicembre nell'ambito del Festival Cinematografico "Cimamerica" (che propone anche diversi altri nostri documentari sulla realtà Latinoamericana). Invitiamo tutte le ONG e le realtà interessate, e tutti i possibili aspiranti collaboratori, a contattarci per segnalare idee, iniziative, proposte - in Italia e nel mondo - riannodando quei fili di conoscenza sempre più compressi e limitati dall'informazione ufficiale. Augurandoci di condividere con voi questo percorso, un caro saluto Giovanna Cossia e Marco De Poli UFFICIO RICERCA INDIGENI HABITAT INTERDIPENDENZA via San Marco 24 - 20121 MILANO - ITALIA tel. (39)02.6575639 fax 02.6599301 web: http://www.urihi.org e-mail: urihi@urihi.org
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MANIFESTAZIONE TELEMATICA "NIENTE SCUSE!" 10 DICEMBRE - GIORNATA NAZIONALE DEI DIRITTI 2005
Caro amico,
Ti chiediamo, se sei d'accordo, di aderire insieme a noi alla Campagna "NO EXCUSE 2015" per spingere i Governi di tutto il mondo ad impegnarsi, davvero, per raggiungere gli obiettivi del Millennio contro la Poverta'!
Spediamo insieme un messaggio al Presidente della Repubblica con i nostri suggerimenti CONCRETI, perche' la Campagna del Millennio non rimanga semplice propaganda priva di iniziative veramente efficaci.
LE NOSTRE 3 PROPOSTE CONCRETE E TUTTE LE INFORMAZIONI PERCHE' TU POSSA DECIDERE SONO QUI: http://www.progettogaia.org progettogaia 29 NOVEMBRE
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NO TAV ultime notizie
Oggi alla manifestazione di Torino un grande e bellissimo spezzone era formato dai comitati noTav, per sottolineare illegame tra le finanziarie e lo spreco di miliardi dietro il TAV. MERCOLEDI 30 Novembre ci sara' l'occupazione dei terreni per iniziare i lavori del Tunnel di Venaus che stanno TUTTI I MEDIA spacciando per un semplice carotaggio mentre e' effettivamente l'inzio dei lavori!! MERCOLEDI" dalle prime ore del mattina saremo in Val di Susa a cercare di fare resistenza pacifica (com'e' succeso il 31 ottobre). Speriamo che non succedano incidenti... ABBIAMO dei contatti con molte persone che da 15 anni stanno seguendo la lotta al TAV. La priorita' oggi per il movimento contro il TAV e' proprio quella di cercare di informare il piu' possibile la gente al di fuori della valle (In valle sono informati infatti il fronte No_TAV in val di susa va dalla LegaNord ai centri sociali). Si stanno moltiplicando le serate informative e gli incontri a Torino.... Se siete interessati potremmo cercare anche di mettervi in contatto. Per approfondire questo tema viconsiglio di visitare il sito www.notavtotino.org Il prossimo numero di DIARIO avra' un reportage sul TAV che dovrebbe essere molto interessante. Anche AVvenimenti dovrebbe parlarne .... fabio bovi 25 Novembre
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Come panificare
Corso base di panificazione casalinga a lievitazione naturale (con pasta acida o "madre") San Giuliano Milanese - 27 novembre - dalle 9,30 alle 17,30 Come risparmiare, scegliere gli ingredienti giusti per mangiare sano
senza additivi chimici e preparare da soli con grande soddisfazione un alimento fondamentale per tutti. Breve corso pratico con Maika Rodriguez Palma. I partecipanti porteranno a casa il pane prodotto con le proprie mani sotto la guida dell'insegnante. Costo della giornata 60 euro. Il pranzo lo si prepara insieme. Iscrizioni: tel. 02-9838752 - 348-2627530. http://www.cascinasantabrera.it info@terraeacqua.it
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Fotografia e Informazione e GRIN , al Circolo della Stampa il 29 novembre Cari amici di megachip lombardia, vi segnaliamo un evento che ci auguriamo vi possa interessare. Fotografia & Informazione e GRIN (Gruppo Nazionale Redattori Iconografici) organizzano per martedì 29 novembre alle ore 21 una serata al Circolo della Stampa di Milano (Corso Venezia 16) con la proiezione del film di Christian Frei "War Photographer", che nel 2001 ha avuto una nomination all'Oscar nella sezione "Best Documentary Feature" e ha vinto numerosi premi internazionali.
Si tratta di un film-documentario sul noto fotoreporter americano James Nachtwey, sulle motivazioni che l'hanno spinto ad intraprendere questa professione, sulle sue riflessioni e la sua routine giornaliera di fotogiornalista impegnato oltre che sui fronti bellici, anche in tanti contesti sociali di miseria, sfruttamento, ingiustizia, degrado e disperazione in ogni angolo del mondo. Il regista svizzero Christian Frei, che ha seguito Nachtwey per due anni nel suo lavoro in giro per tutti i continenti, dai Balcani all'Indonesia, passando per il Medio Oriente, ci introduce ai temi più profondi connessi con la rappresentazione del dolore degli altri: le delicate decisioni e scelte etiche del fotoreporter, i suoi comportamenti "sul campo" vengono indagati anche utilizzando l'escamotage tecnico di fissare una mini-camera sull'apparecchio fotografico del protagonista. Inoltre, attraverso interviste a giornalisti e redattori di varie testate, viene affrontato il tema del conflittuale rapporto tra il fotogiornalista, in quanto testimone oculare, e i media, veicoli e filtri tutt'altro che neutri delle sue testimonianze visive. Il film dura 96 minuti. Al termine della proiezione ci sarà una discussione sui molti temi che il documentario solleva. Ci auguriamo di vedervi numerosi. Megachip Lombardia 24 novembre 05
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PER LA LIBERTÀ E I DIRITTI DEI MIGRANTI per la chiusura dei Cpt e l’abrogazione della Bossi-Fini
Milano e l’Italia sono cambiate, sono diventate multietniche. Sono tre milioni i nuovi cittadini e le nuove cittadine in Italia. A Milano rappresentano il 14% della popolazione e oltre un alunno su dieci nelle scuole milanesi è figlio di migranti. Eppure, le politiche susseguitesi in questi anni hanno continuato a trattare i/le migranti come cittadini di serie B, sottoposti ad una legislazione speciale e differenziata, costretti al lavoro sottopagato o in nero, periodicamente vittime di campagne xenofobe e securitarie. Leggi razziste come la Bossi-Fini, portando alle estreme conseguenze la logica delle legislazioni precedenti, compresa la Turco-Napolitano, producono e riproducono clandestinità, emarginazione e negazione di diritti. Simbolo umanamente e politicamente più ripugnante di quelle politiche sono i Cpt, galere per migranti che non hanno commesso alcun reato. Il 3 dicembre si terrà a Roma una manifestazione nazionale per la libertà e i diritti dei migranti, organizzata da un ampio arco di reti e associazioni di migranti e antirazziste. Come organizzazioni e persone che a Milano si sono battute e si battono per la chiusura del Cpt di Via Corelli, per l’abrogazione della razzista Bossi-Fini e per una città dell’inclusione e dei diritti sociali e di cittadinanza per tutti e tutte, riteniamo fondamentale partecipare a questa manifestazione. È giunto il momento di chiudere quella stagione e di aprirne una nuova. Di chiudere i Cpt, di abrogare le leggi che fabbricano clandestinità ed esclusione, di riconoscere il diritto di voto e la libertà di circolazione, di fare finalmente un legge sul diritto d’asilo. Ma sarà possibile soltanto con la mobilitazione e la partecipazione della società civile. Ecco perché facciamo appello ai/alle migranti, alle forze sociali e politiche, ai cittadini e alle cittadine di Milano a partecipare alla manifestazione del 3 dicembre.
3 DICEMBRE 2005 MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA (ore 14.00 – p.zza della Repubblica) treno da Milano: euro 30 – partenza da staz. Centrale ore 7.10 (appuntamento ore 6.40) (ritorno ore 22.40 da Roma) prenotazioni: 02.541781 – 02.55231531 – 02.58320431
Acea Onlus, Arci Milano, Arci Blob, Arciragazzi Milano, Arci Metromondo, Ass. Alfabeti Onlus, Ass. "Amici della casa Marta Larcher", Ass. Dimensioni Diverse, Ass. La Camera Chiara, Ass. Megachip Lombardia, Ass. Interculturale Todo Cambia, Attac Milano, Azad per la libertà del popolo kurdo, Bastaguerra Milano, Berretti Bianchi, Centro delle Culture, Comitato Pace Intercomunale exmagentino, Comunità kurda Milano, Coordinamento Bicocca per la Pace, CS Leoncavallo, Filef Lombardia, Fiom Milano, Marcia Mondiale delle Donne, Naga, newsletter Ecumenici, Opera Nomadi Milano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Umanista, SinCobas, Social Press, UnAltraLombardia, Verdi Luciano Muhlbauer (cons. reg. Prc), Mario Agostinelli (cons. reg. Prc), Carlo Monguzzi (cons. reg. Verdi), Bebo Storti (cons. reg. PdCI), Piero Maestri (cons. prov. Prc), Gigi Malabarba (capogruppo Prc Senato), Vittorio Agnoletto (europarlamentare GUE – Sinistra unitaria europea), Augusto Rocchi (segr. Prc Milano), , Stefano Costa (portavoce Fed. Verdi Milano), Antonio Oldani (Assessore ai Problemi Immigrazione, Sedriano), Enrico Coviello (Assessore agli stranieri, S. Donato Mil.se), Luca Prini (capogruppo Prc, CdZ 3), Tommaso Vitale (Università di Milano Bicocca), Alberto Giasanti (Università Milano Bicocca), Maurizio Pagani (Opera Nomadi), Marco Bersani (Attac), Fabrizio Casavola (Mahala), Paolo Limonta (Azad), Roberto Firenze (resp. dip. movimenti Prc MI), Marco Dal Toso (resp. comm. giustizia e problemi dello stato Prc MI), Renato Pomari (direttivo Prc Monza) da Luciano Mulhbauer
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Gli appuntamenti dell'Associazione La Conta LUNEDI' 21 dalle ore 17,30 - Inaugurazione mostra "GIOVANE SCULTURA A BRERA" a cura del Comitato per l'adozione di Via San Marco di Milano, in collaborazione con l'Associazione la Conta, realizzata con il patrocinio del Consiglio di Zona 1 e del Comune di Milano. La mostra resterà aperta dalle ore 15,00 alle ore 19,30, dal 21 novembre 2005 al 2 dicembre 2005 (escluso sabato 26/11 e domenica 27/11) con ingresso libero e gratuito al CAM (ex CTS) Ponte delle Gabelle Via San Marco 45 a Milano LUNEDI' 21 dalle ore 21,15 - Incontro di presentazione del libro "POESIE" di Serag Ahmed, con la partecipazione di Serag Ahmed, scrittore egiziano e di Valeriano Cisini dell'Ass.ne Migrazione Ugualianza, terso appuntamento della rassegna "I colori e le culture del mondo", all’ARCI Martiri di Turro - Via Rovetta 14 a Milano. Ingresso gratuito. MARTEDI’ 22 - dalle ore 18,30 - Incontro dedicato a "Risparmio etico, rispetto della natura e dell'ambiente e culture di pace" a cura di Sergio Introini, terzo appuntamento della Rassegna "REALTÀ, PACE ED ECOLOGIA" all'ARCI "Martiri di Turro" Via Rovetta 14 a Milano - Ingresso gratuito. MARTEDI’ 22 - dalle ore 21,00 alle ore 23,30 Lezione del corso di canto tradizionale basato sui repertori della Sardegna, aperto a tutti, tenuto da Pino Martini al CAM (ex CTS) Ponte delle Gabelle Via San Marco 45 - Milano. In particolare il corso approfondrà alcuni aspetti del canto sacro e paraliturgico, del canto a "Tenores" e i suoi aspetti ritmici ed espressivi, e dei canti di carattere profano e carnevalesco nello stile " a punt'e organu". MERCOLEDI' 23 - dalle ore 18,30 alle ore 19,30 - Laboratorio di incisione artistica su linoleum, tenuto dal Prof. Claudio Annaratone, aperto a tutti, al CAM (ex CTS) Ponte delle Gabelle - Via San Marco 45 - Milano. Ingresso libero e gratuito. GIOVEDI’ 24 - dalle ore 21,00 - Laboratorio di DANZE TRADIZIONALI EUROPEE - livello avanzato - tenuto da Marco De Bernardi e Yannick Uggè, a cura del Gruppo Danze Popolari Melegnano, c/o Cascina Capuccina Loc. Montorfano - Melegnano VENERDI' 25 - dalle ore 20,30 - Serata "QUANDO C'E' SOLO L'AMORE" - cena con cibi da ricette tradizionali milanesi e con canti e musiche dalle osterie della nostra città e dalle "boite a nuit" parigine, con FRANCO VISENTIN e la sua chitarra nonchè con la staordinaria partecipazione di DIDI MARTINAZ. Menu a la carta con costo massimo della cena di circa 15 euro. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il 24/11/05 all'indirizzo e mail: laconta@interfree.it
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Arrestati in Nepal centinaia di giornalisti Il governo nepalese ha ordinato alle forze di polizia l’arresto di centinaia di giornalisti della carta stampata, delle televisioni e delle radio indipendenti, che hanno espresso critiche nei confronti del potere, in quel Paese ai piedi dell’Himalaya. Tra gli altri, sono stati incarcerati il Presidente e il Segretario Generale del Sindacato nazionale dei giornalisti nepalesi, che avevano organizzato manifestazioni per la libertà di stampa e per la scarcerazione dei colleghi, a Katmandu e in altre città del Paese. Solo l’intervento del Presidente della Federazione internazionale dei giornalisti, Christopher Warren e una massiccia raccolta di firme per i diritti dei media, hanno evitato conseguenze peggiori…
fonte: Giornalisti - numero di novembre-dicembre 2005
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Gli appuntamenti dell'ASSOCIAZIONE LA CONTA storie e culture di genti del mondo dal 14 al 18 novembre 2005
APPUNTAMENTI DAL 14 AL 18 NOVEMBRE 2005-11-14 Lunedì 14, dalle ore 21 – Proiezione del film “La vita sognata dagli angeli” di Erik Zonca, secondo appuntamento della Rassegna di film “Donne e Resistenza” – 60° anniversario della Liberazione – con Angela Pesici Olivari dell’Istituto Pedagogico della Resistenza – ARCI “Martiri di Turro” Via Rovetta 14 Milano – Ingresso gratuito MARTEDI’ 15 – dalle ore 21 alle ore 23,30 – Prima lezione del nuovo corso di canto tradizionale basato sui repertori della Sardegna, aperto a tutti, tenuto da Pino Martini – CAM (EX cts) Ponte delle Gabelle Via San Marco 45 – Milano MERCOLEDI’ 16 – dalle ore 18,30 alle ore 19,30 – Laboratorio di incisione artistica su linoleum, tenuto dal prof. Claudio Annaratone, aperto a tutti – CAM (ex CTS) Ponte delle Gabelle – Via San Marco 45 –Milano, ingresso libero e gratuito GIOVEDI’ 17 – dalle ore 21 – Laboratorio di danze tradizionali europee tenuto da Marco De Bernardi e Yannik Uggè – aperto a tutti, a cura del Gruppo Danze popolari Melegnano, c/o Cascina Cappuccina Località Montorfano – Melegnano VENERDI’ 18 – dalle ore 20,30 – Cena “Noi siam partiti di una sera al chiar di luna” con cibi da ricette tradizionali bergamasche, con racconti, musiche e canti di emigrazione, di lavoro, di lotta e d’amore a cua di Sandra Boninelli al Circolo dell’Unità Via Cappuccina Ang. Via dell’Acqua 3/1 Cerro Maggiore MI. Prenotazione obbligatoria entro e non oltre mercoledì 16-11-05 al’indirizzo e mail: laconta@interfree.it
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MEDIAPOLI, LA CITTA’ INFORMATA CIRCOLO ARCHIMEDE INCONTRA A MILANO, il 17 NOVEMBRE
Dov’è finito l’agorà, la piazza dove i cittadini discutevano il destino della polis? La città è diventata una rete di tribù che si aggregano e comunicano nei luoghi virtuali creati dalle nuove tecnologie. La democratizzazione dell’informazione sembra a portata di mano, ma le istituzioni appaiono distanti. Il linguaggio della politica è incomprensibile ai più, preoccupato più di informarci che di ascoltare. Cosa si può fare per dare voce ai cittadini e far loro arrivare le informazioni sulle scelte dell’amministrazione? Il ruolo della stampa è adeguato alla nuova realtà urbana? Internet può essere un mezzo per costruire una nuova comunità democratica? Occorrono nuovi linguaggi e nuovi mezzi per trasformare gli utenti in attori della comunicazione.
MEDIAPOLI, LA CITTA’ INFORMATA Da chi, come, dove Dialoghi sulla democrazia metropolitana
Milano, giovedì 17 novembre, ore 21 Libreria Archivi del ‘900 (ex Tikkun) – Via Montevideo, 9 Zona Parco Solari MM2 S.Agostino, Tram 14, 29, 30 Ne parleremo con Giuliano Bianucci Amministratore M&C Marketing e Comunicazione Fabio Zanchi Capo redattore cronacamilanese di La Repubblica Maurizio Decina Professore Ordinario di Telecomunicazioni, Politecnico di Milano
Ti aspettiamo!
ARCHIMEDE Un punto di appoggio a sinistra
Per sapere di più clicca www.circoloarchimede.it
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ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE "GIUSEPPE TORNO" PROGETTO "EDUCAZIONE ALLA PACE"
La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Nicolina Francavilla, i Docenti, gli allievi e il personale tutto dell’Istituto "Torno" sono lieti di ospitare nella giornata di giovedì 3 Novembre 2005, dalle ore 10 alle ore 12, presso l’Aula Magna, la Dott.ssa Margherita Hack astrofisica, tra i massimi esponenti della comunità scientifica internazionale, che interverrà sul tema: Lo stato della scuola e della ricerca in Italia, oggi In questa sede l’illustre relatrice presenterà i contenuti della sua ultima pubblicazione "Brandelli d’Italia", Chimienti Editore, Taranto. www.chimientieditore.it
Gli allievi e i Docenti del Progetto "Educazione alla Pace"
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Mercoledì 2 Novembre, ore 20,45 Teatro Pax Ricordando Patrizia. Serata dedicata alla raccolta fondi per una borsa di studio che porta il nome di Patrizia Puppo. Concerto dei: Nema Problema Corpo di ballo dell'associazione: Danza Primavera Compagnia teatrale: Gruppo di Giò Teatro PAX Via Fiume, 4 Cinisello Balsamo Bilgletto: 8 € adulti, 4 € bambini |
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Venerdì 4 Novembre, ore 20,45 Villa Girlanda Il malato, la malattia, la cura e non solo, la ricerca. Discussione, confronto, informazione sul tema delle neoplasie polmonari. Intervengono: Dott.a Raffaella Speranza Dott. Tommaso A. Dragani Racconto di un esperienza di Gerosa Cristiana Villa Ghirlanda. Sala dei Paesaggi Via Frova, 10 - Cinisello Balsamo
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Venerdì 4 Novembre, ore 16,00
La Biblioteca Civica di Cinisello Balsamo Ha il piacere di invitarvi all'incontro con
Margherita Hack per la presentazione del libro Brandelli d'Italia
Il libro si rivolge alla società civile offrendo strumenti di analisi, di critica e di discussione sull'attuale situazione del paese.
Presentazione a cura del Comitato Genitori. Interverra’ l’assessore alla cultura Roberto Anselmino
Villa Ghirlanda - Via Frova, 10 - Cinisello Balsamo Tel. 02.66.023.552 Info www.comune.cinisello-balsamo.mi.it |
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SEGNARSI UN PO’ :(da cantarsi sulle note di "Amarsi un po’" di Battisti)
L’iniziativa del collega Gigi Moncalvo di farsi il segno della croce all’apertura e alla chiusura del suo programma "Confronti" ha suscitato lo stupore comunista di Repubblica ma va riconosciuto che è una strepitosa idea comunicativa.Essa raggiunge in un sol colpo (anzi in due) quattro obbiettivi : 1) prolunga idealmente la battaglia della Lega per affiggere crocifissi anche nelle cabine telefoniche,2) permette in qualche modo al conduttore di "privatizzare" il programma marcandone il carattere confessionale e scacciando quindi i potenziali "mercanti" che volessero entrare nel tempio.3) consente di "dedicare" la trasmissione a Santa Madre Chiesa così come fece Maroni presentando la finanziaria al Card.Ruini. 4) rilancia un’antica tradizione : i Russi che combattevano per lo zar ad esempio si segnavano prima di saccheggiare le città.
Per risollevare la mia disastrata situazione di reporter sans carrière ho pensato anch’io di aprire e di chiudere i servizi per il tg facendomi il segno della croce ma questa esigenza si scontra immediatamente con la durata dei medesimi : quando dal Desk ti dicono "MIMMO UN MINUTO TASSATIVO ! MI RACCOMANDO!" è difficile sottrarre anche pochi secondi al pezzo per segnarsi e, inoltre, non ci sarebbe neppure il tempo di spiegare il carattere privato del gesto. Il contesto, tra l’altro, potrebbe rendere la cosa anche più imbarazzante : in Bosnia ad esempio un intervistatore che si segnasse "alla cattolica" prima di ogni domanda rischierebbe di far incazzare almeno due etnie : i Musulmani e i Serbi…Non parliamo poi del medioriente: in certe zone con un gesto così finisci dritto dritto su Al Jazeera a implorare l’editore seduto fra tre tizi mascherati che ruotano coltelli… Diversa è la situazione se uno fa un programma per conto suo, ma se si tratta di un reportage o di un settimanale di storie e non di un "dibattito" quando è possibile segnarsi ? In quale spazio ? Qualcuno suggerisce di farlo prima e dopo la pubblicità, come "stacchetto", ma altri ritengono indecoroso il contagio fra il sacro gesto e le nudità "laiciste" di molti spot. Per uscire dall’empasse ma per non perdere l’occasione di schierarmi dalla parte giusta nel conflitto di civiltà voglio lanciare questa iniziativa che certo gioverà alla mia carriera : LA BENEDIZIONE DEI FORMAT !
In un giorno dell’anno (da stabilirsi) tutti coloro che hanno un’idea per un programma tv convergono in Pzza S.Pietro indossando una tunica bianca e dopo essersi purificati presentano i loro "format" al Card.Ruini come fece Maroni con la finanziaria. Chi oserà più "clonare" o affidare ad altri un format benedetto ? Se qualcuno vuole mettersi in lista mi contatti, ma in fretta perché già il telefono comincia a squillare. Mimmo Lombezzi
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 MOLYY BEZZ
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Cari colleghi ..corre voce che dall’inizio della seconda Guerra del Golfo sia nata una specie di Gladio dei giornalisti (nome in codice GJG : " Gladio’s Journalists (for) George" ) che si prefigge la difesa dell’immagine di George Dabliu Bush, in qualsiasi circostanza, sfidando anche i fatti, anche le inchieste dei colleghi americani, anche le stesse dichiarazioni del Pentagono. Io non so se la notizia sia vera o falsa, ma i commenti che anche su questo sito, hanno accompagnato l’illuminazione al fosforo di Falluja fanno pensare di si’. Ora è chiaro che una forte illuminazione puo’ far sparire il proprio oggetto – molti saggi Zen ricevuta l’illuminazione si sono letteralmente vanificati – ma questo non sembra proprio il caso degli abitanti di Falluja. Sicuramente ricade su di loro la responsabilità di essersi trovati troppo "sotto" a un composto che da lontano serve per illuminare e che da vicino ti cuoce come un forno a microonde, ma questo "concorso di colpa" non esclude la domanda se il fosforo possa o no essere definito un’arma chimica. La cottura è un processo chimico tanto che il nome in codice dell’operazione era "scuoti & cuoci" mica "scuoti & illumina". A meno di pensare che i cadaveri ben vestiti mostrati da Rainews24 non siano stati acconciati ad hoc. Comunque, come direbbe Biscardi, ai-posteri-l’ardua-zentenza : cio’ che mi interessa è sapere se qualcuno ha informazioni piu’ dettagliate sulla "GJG" (la Gladio dei Giornalisti) perché vorrei entrarvi onde migliorare la mia "professional situation". Fatemi anche sapere se c’è un rituale, un abbigliamento particolare ( tipo cappucci, grembiuli, compassi) e se bisogna fare un versamento per la Causa. Grazie di cuore e abbasso i disfattisti. Mimmo Lombezzi 24 NOVEMBRE 05
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I RUMINANTI L’ultimo l’ho visto alle spalle del ministro Calderoli immerso nei micr ofoni di una conferenza stampa: alto, ben vestito, occhiali alla moda, ruotava la cabeza chiomata luccicante di gel a destra e a manca masticando con impegno chissà che cosa. Ogni frase pronunciata dal ministro lui chiudeva la mascella come se avesse inghiottito il concetto, lo sguardo preso nel vuoto della folla a cercar qualche gnocca o qualche conoscente di passaggio. I "ruminanti" che cosi’ spesso appaiono alle spalle di onorevoli e sottosegretari sono un’appendice parassitaria delle nostre "press-conference" più devastante delTrio Medusa, delle Jene o di Paolini, l’angelo (in senso Greco "anghelos") del profilattico. I "ruminanti" danno un ‘aura da sottogoverno anche all’annuncio più serio e drammatico. Senti annunciare la vendita delle spiagge o il ponte sull’Eufrate e pensi subito che dietro ci sarà un "magna magna", vedi Fassino che si inchina pio a Pietralcina e subito sospetti che egli sia pronto a ingoiare un’ostia soltanto elettorale… Colleghi degli uffici stampa e voi consulenti d’immagine vi invito alla vigilanza : a che serve spendere milioni da sarti chirurghi e parolieri quando nell’icona dei vostri pupilli si ficcano i parassiti del rumine?.. gli inutili e surreali masticatori del nulla ? mimmo lombezzi
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L'ultima recita
E’ con divertito raccapriccio che assisto all’ultima recita in ordine di tempo, secondo la cui traccia uno degli attori dice: propendo per il rinnovo della carica al presidente Ciampi; a lui fa eco l’altro attore che dice che no a lui non sta bene, mentre il terzo recitante dice che questa scelta sarà ottima. Tutti e tre i recitanti hanno posto le premesse per permettere all’attore principale di declmare:senz’altro sarebbe, quella di Ciampi, un’ottima scelta ma ,vivaddio, è prematuro parlarne perchè questo intreccerebbe problematiche di disputa politica, nelle quali ,si sa, (..sappia..Ciampi..?) il presidente della Repubblica non deve metter bocca. In successione, i teatranti hanno costruito un copione in cui pongono anzi impongono un tema di discussione, dove il tema della presidenza della repubblica, sappiamo quanto questo tema stia a cuore al prim'attore, viene sollevato e dove le prime e le ultime appaiono essere ora e forse in futuro palleggiate tra questi personaggi, che certamente non mancano di inventiva e di spirito di iniziativa nel tener sempre desta la nostra attenzione con fuochi artificiali, petardi e qualsiasi altra arma..Vedo male? ciottolo 20 novembre 05
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Assalto alla Memoria Lodevolmente, il 15 novembre, un quotidiano riprende, nelle pagine interne ma con ampiezza, una notizia che era stata diffusa troppo sottotono; il quotidiano è 'Repubblica' e la notizia è quella delle mire nefaste del governo sugli Archivi di Stato. Se ne parla sotto il titolo: 'Assalto alla Memoria'.
Del resto..potevamo illuderci che non si sarebbe arrivati a questo? A questo punto, se fossimo illusi, potremmo cominciare a ricrederci. Pensate,una parte della nostra Memoria storica smembrata ed affidata alle cure sapienti del Presidente del Consiglio che deciderà cosa conservare, cosa distruggere, a chi far leggere e a chi no. Pensate, eminenti storici lustro della nostra cultura, custodi e studiosi e diffusori della Memora, di recente licenziati; e le nuove nomine saranno a cura del Ministro dei Beni culturali, che attualmente e’ Buttiglione e domani chissa’ e non e’ questo il punto.
C’e’ da rimanere sbalorditi, terrorizzati.
gea 17 novembre 05 nella foto: Archivio di Stato
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Rock e lento
Ci sono periodi in cui il silenzio si addice meglio alla situazione e io sento molto il bisogno di stare in silenzio. Oppure di inventare parole nuove e modi diversi di comunicare. Questa cosa e’ sentita da molti, credo; anche da Celentano, che ha inventato – come si sa - il rock e il lento per definire la realtà. Così sembra, almeno; io non ho visto neanche una puntata.
Non faccio in tempo ad aprire un quotidiano e a mettermi a leggere un articolo, o anche on line..per essere raggiunta da questo tormentone del rock e del lento..E il bello è che sono le stesse persone che ne parlano diffusamente a definire la coppia rock- lento: tormentone.
A me sembra che adesso tutti si aggrappino a queste due parole, a questa trovata alla Celentano, tipica..Da tempo, il Molleggiato ti sbatte lì queste cose che ti verrebbe istintivamente di definire ovvie e che poi bucano lo schermo e vengono recepite e valutate come mantra o parole magiche o eccezionali invenzioni o raffigurazione della realtà…o che altro.
Insomma, mi sembra che adesso tutti si appropriano di questo modo di dire..posso definirlo cosi’, il duetto rock- lento.. senza peccare di lesa maestà nei confronti di Cele? Adesso tutti scoprono che questa cosa è rock e quell’altra è lenta ma a me sembra di avere già fatto indigestione.
Non è per superbia che non mi riconosco in questo linguaggio o che non lo voglio fare mio o che non voglio identificare in quel dualismo furbo di rock e lento la sostanza del reale..è, - la mia, credo - saturazione da luoghi comuni , paura di vederli riprodursi ..
Le Parole si riproducono con prolificità esagerata e raramente si inventano parole nuove..Si può riconoscere un certo tipo di linguaggio dicendo, ad esempio, questo è lo stile de l’Espresso (o di Panorama)..
Bisognerebbe inventare ognuno parole nuove e non copiare le vecchie.
In questo senso, è vero, Celentano ha inventato parole nuove se cosi’ si puo’ dire..E tutti ne sono entusiasti a destra e a sinistra.
Pero’ non esageriamo.
germana p.
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L ' i n f o r m a z i o n e n e g a t a |
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Storia di Roj Tv, invisa alla Turchia e agli Stati Uniti
Scopro, leggendo un pregevole ed approfondito articolo su Il Manifesto di oggi, 8 dicembre, la vicenda di una emittente satellitare la cui vita è ben travagliata: si tratta di Roj TV ed è la voce del popolo kurdo.: è, come dice il giornale,” la tv del popolo che non c’è e proprio per questo fa paura” Ogni giorno, essa racconta la storia di un paese invisibile e quindi ancor più scomodo.”
L’emittente è ospitata attualmente in Danimarca e questa sede è solo l’ultima di altre, precedenti di peregrinazioni attraverso l’Europa, perché in più occasioni le pressioni e le pretese del governo turco esercitate presso i governi dei Paesi che la ospitavano, hanno fatto sì che essa venisse perseguitata prima e poi chiusa. Di recente, la Turchia ha esercitato queste pressioni anche presso il governo danese, spalleggiata in ciò dagli Stati Uniti, ma fino ad ora, per fortuna senza ottenere soddisfazione alla sua pretesa.
E’ stato durante un recente visita del premier turco Erdogan in Danimarca che si è verificato l’incidente in seguito al quale è partita la nuova offensiva del governo turco verso Roj TV. Durante una conferenza stampa del premier danese e di quello turco, quest’ultimo ha notato che tra i giornalisti presenti c’era anche quello in rappresentanza della emittente di lingua kurda: ha violentemente protestato coll’ospite sostenendo che alla conferenza stampa non potevano essere presenti lui e il giornalista, che non lo avrebbe tollerato. Il premier danese ha risposto che nel suo Paese la libertà di stampa era sacra e allora Erdogan ha abbandonato arrabbiatissimo la conferenza stampa.
Successivamente a questo episodio, gli Stati Uniti si sono fatti portavoce delle richieste turche di chiusura dell’emittente presso l’Unione Europea, fino ad ora, mi sembra capire, senza successo.
Racconta ancora "il Manifesto:” Roj Tv è nata come Med TV dieci anni e mezzo fa. Era il 30 marzo 1995 quando la televisione satellitare kurda cominciò le prime prove tecniche di trasmissione. Quindi, il 14 aprile, la televisione trasmise la diretta del congresso di fondazione del Parlamento kurdo in esilio”
Allora la piccola preziosa emittente (si sono moltiplicate le parabole in tutto il paese che non c’è da quando essa esiste) era ospitata in Belgio. In seguito, “le autorità belghe con una imponente operazione di polizia ordinarono perquisizioni, fermi e arresti negli studi di Med Tv. Le autorità sequestrarono gli archivi della TV che verranno restituiti solo molti anni dopo”
"Per qualche tempo Med Tv ottenne l’ospitalità su suolo inglese finchè “la ITC toglie la licenza a Med Tv che non puo’ più trasmettere.”
La perseveranza non manca ai creatori di Med Tv, che riescono ad ottenere, ma solo per qualche tempo, la licenza di trasmissione dalla Francia; fino a che anche qui vengono cacciati, per ottenere per qualche mese l’aiuto dello Stato del Vaticano.
Infine la Danimarca e fino agli eventi e alle intimidazioni turche e statunitensi recenti, di cui non possiamo ancora immaginare le conseguenze.
Saprà l’Europa resistere alle pretese e alle prepotenze del potente alleato americano e della capricciosa prepotente Turchia? Ci auguriamo di sì!
germana pisa 8 dicembre 2005
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NO TAV ultime notizie
Oggi alla manifestazione di Torino un grande e bellissimo spezzone era formato dai comitati noTav, per sottolineare illegame tra le finanziarie e lo spreco di miliardi dietro il TAV. MERCOLEDI 30 Novembre ci sara' l'occupazione dei terreni per iniziare i lavori del Tunnel di Venaus che stanno TUTTI I MEDIA spacciando per un semplice carotaggio mentre e' effettivamente l'inzio dei lavori!! MERCOLEDI" dalle prime ore del mattina saremo in Val di Susa a cercare di fare resistenza pacifica (com'e' succeso il 31 ottobre). Speriamo che non succedano incidenti... ABBIAMO dei contatti con molte persone che da 15 anni stanno seguendo la lotta al TAV. La priorita' oggi per il movimento contro il TAV e' proprio quella di cercare di informare il piu' possibile la gente al di fuori della valle (In valle sono informati infatti il fronte No_TAV in val di susa va dalla LegaNord ai centri sociali). Si stanno moltiplicando le serate informative e gli incontri a Torino.... Se siete interessati potremmo cercare anche di mettervi in contatto. Per approfondire questo tema viconsiglio di visitare il sito www.notavtotino.org Il prossimo numero di DIARIO avra' un reportage sul TAV che dovrebbe essere molto interessante. Anche Avvenimenti dovrebbe parlarne .... fabio bovi 25 novembre
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NO TAV Per favore, leggete questo documento fino in fondo. Non vi chiedo che pochi minuti del vostro tempo. Scrivo queste poche (spero) righe con l'unica intenzione di portare a conoscenza una situazione che la maggior parte dei media cerca di tener nascosta. Da diversi anni è in corso in ValSusa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa". Nella manifestazione di giugno c'erano 30000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50000 abitanti). Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri: 1.. La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050. 2.. La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali. 3.. Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno montano non la rende possibile. 4.. L'amianto sotto al Musinè c'e' veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della ValSusa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi. 5.. Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti. 6.. Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti europei. 7.. Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi (mi spiace, ma non riesco proprio a dare dell'onorevole ad una persona del genere) questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo che l'appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di euro) è stato vinto da una ditta francese che l'ha subbappaltato alla francese RockSoil, di proprietà della moglie.
Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza. Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media). L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati. Lunedì 1 novembre ho partecipato al blocco dei lavori a Mompantero: in 500 persone (saremmo stati molti di più, ma alla maggior parte delle persone è stato impedito di raggiungere i luoghi della protesta, militarizzando Susa) abbiamo bloccato senza alcuna violenza per un giorno intero 1200 demotivati esponenti delle forze dell'ordine. La notizia che i siti siano poi stati presi in possesso dalle forze dell'ordine in nottata (quando non c'era più nessuno ad opporsi e verificare) sembrerebbe falsa, alcune persone hanno verificato il giorno successivo che i siti erano ancora sgombri. La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra: l'opposizione è trasversale, ed ogni persona di buon senso che sia informata sul problema non ha difficoltà a capire le nostre ragioni. Il problema è che la voce dei NoTav ciene puntualmente soffocata dai media, per la grande quantità dei finanziamenti europei in gioco. Personalmente penso che anche i più accesi interessati questo lo sappiano benissimo, e dell'opera non gli importi proprio nulla. L'unica loro preoccupazione è farsi rigirare nelle loro casse i soldoni europei. Non chiedo a chi legge questo messaggio di crederci ciecamente, ovviamente può essere inteso come propaganda di parte, ma di informarsi anche dal altre fonti indipendenti. Purtroppo il quotidiano La Stampa ed il telegiornale regionale di Rai 3 sono le fonti di informazione che si sono rivelati più corrotti e di parte, non solo nei commenti alle notizie ma anche nel continuo riportare notizie false. Qualche anno fa è venuta una troupe di Report diversi giorni in valle a fare un servizio sul problema. Risultato: il servizio non è mai andato in onda ed il giornalista è stato quasi licenziato. Il mio intento non è solo di convincervi sulle nostre ragioni, ma prevalentemente di informarvi. Se credete che le informazioni di questo messaggio siano false, vi invito a verificarle. Penso che poi la convinzione venga da sola.
Vi prego di inoltrare questo documento al maggior numero di persone possibile.
Un normale cittadino che crede ancora nella democrazia
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L'italia vista dall'america. Un nuovo attacco a Berlusconi?
La PBS, notissima TV privata NON Commerciale americana (www.pbs.org), ha realizzato un servizio sul Primo ministro Silvio Berlusconi. Berlusconi, che dopo Rockpolitik dichiara: "Un nuovo attacco nei miei confronti", che cosa penserà del servizio redatto dai cari amici americani?
Ecco in breve che racconta il servizio:
IL PRIMO MINISTRO E LA STAMPA (http://www.pbs.org/wnet/wideangle/shows/berlusconi/index.html) Il Primo Ministro Silvio Berlusconi non è solo un ricchissimo uomo italiano, ma anche l'incontrastato padrone di un vasto impero mediatico.
I critici sostengono che la combinazione del potere politico e il controllo editoriale di Berlusconi mettono in pericolo la libertà di stampa in Italia.
PUO' BERLUSCONI MINACCIARE LA DEMOCRAZIA ITALIANA? di Cristian Palmer, 1 Agosto 2003
In una mite serata di maggio, a Manchester in Inghilterra la quadra di calcio AC Milano vinse la finale della prestigiosa Coppa Campioni. La partita fu trasmessa in diretta in italia sul canale televisivo "Canale 5" e fu seguita con un record di ascolti da 20 milioni di persone. In seguito a questo si generò un record di entrate pubblicitarie per l'emittente televisiva.
Il primo ministro Silvio Berlusconi fu uno dei pochi fortunati che assistette alla partita dallo stadio, e molto spesso il suo smagliante sorriso scintillava sui monitor televisivi di tutta la nazione.
Aveva veramente ragione di sorridere. Lui possiede l'AC Milano, lui possiede "Canale 5" e anche la società che che si occupa della vendita delgi spazi pubblicitari.
E' difficile gonfiare l'influenza che Berlusconi ha sulla vita quotidiana degli italiani. In aggiunta, gestendo la nazione, egli gode del controllo diretto e indiretto di oltre il 90 % della televisione nazionale, ha costruito il più grande impero editoriale italiano, controlla il più grande network di distribuzione dei film ed inoltre ricava ulteriori introiti dai servizi finanziari e dal settore immobiliare.
Potresti pensare che, un così vasto dispiegamento di responsabilità, è più che capace di soddisfare Berlusconi. E invece ti sbagli! Il milionario politico uomo d'affari, pensa che l'incarico di primo ministro in Italia non riporta abbastanza autorità, perciò sta facendo pressioni per riscrivere la costituzione. In questa maniera egli avrà ragione di tutto.
Nata dalle macerie della seconda guerra mondiale, la costituzione italiana fu specificatamente disegnata per indebolire il potere esecutivo e impedire il resuscitare di un altro uomo forte come il leader fascista Benito Mussolini.
Come Primo ministro, Berlusconi non può buttar fuori i suoi ministri, non può dissolvere il parlamento, ed è alla mercé di giovani coalizioni partners che possono far cadere il governo ogni qual volta non si va nella loro direzione.
Berlusconi sta a destra della politica italiana di centro , crede fortemente nel libero mercato si lamenta contro il comunismo ad ogni possibile occasione eppure la sua coalizione di 4 partiti include la post-fascista Alleanza Nazionale e la polulista Lega Nord.
Una traduzione di Alma Mazzoleni |
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I l d o c u m e n t o |
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Sotto la notizia niente - saggio sulla informazione planetaria - di Claudio Fracassi Libera Informazione Editrice - 1a edizione novembre 1994
 ("la rivoluzione in tv, al contrario della guerra, non viene bene"-John Kenneth Galbraith)
a Ilaria Alpi, giornalista capitolo primo Timisoara “Come avvenne realmente il massacro di Timisoara, il più spaventoso del secondo dopoguerra del Ventesimo secolo, sarà difficile raccontare, perché in realtà quel massacro non ebbe luogo. E’ possibile tuttavia fornire tutti i particolari della notizia sul massacro di Timisoara; poiché essa esistette realmente, e quindi può essere fedelmente ricostruita e ritrasmessa ai posteri, secondo spirito di verità. Quale sia poi la differenza tra l’uno – il massacro – e l’altra – la notizia – è precisamente il tema di questo libro. “Tutto cominciò esattamente con il racconto di un anonimo cittadino del mondo, di nazionalità cecoslovacca, e quindi definito “cittadino cecoslovacco”, domenica 17 dicembre 1989. Le telescrventi collegate con l’agenzia di stampa ungherese Mti trasmisero, quel giorno, un dispaccio in cui si affermava che, “secondo quanto riferito da un “viaggiatore cecoslovacco”, colpi di arma da fuoco sarebbero stati sparati a Timisoara.” In quella stessa serata, la televisione di Stato ungherese, agevolmente captata a Vienna, rilanciò la notizia, stavolta senza far riferimento all’anonimo viaggiatore. Disse lo speaker: “Una grande manifestazione si sarebbe svolta a Timisoara per impedire la deportazione del pastore protestante Toekes.” Ambedue le notizie erano vere. Una manifestazione si era effettivamente svolta a Timisoara, città romena a una quarantina di chilometri dalla frontiera, per difendere il pastore protestante Lazlo Toekes, minacciato d’arresto dalla polizia del dittatore Ceausescu, in quanto strenuo assertore dei diritti della minoranza ungherese; ed effettivamente c’erano stati degli scontri tra i poliziotti e i dimostranti durante i quali i primi avevano sparato contro la folla.. La cosa era avvenuta, in realtà, non la domenica, ma il venerdì precedente, 15 dicembre. Questa nostra ricostruzione riguarda però non i fatti, ma la notizia, ed è quindi corretto collocare la data d’inizio dell’evento, destinato a divenire mondiale, al giorno 17. La domenica sera nel mondo, per ragioni del tutto comprensibili, le redazioni dei giornali – siano essi televisivi o della carta stampata – lavorano in numero ridotto, e di malavoglia. Alcune, addirittura, sono chiuse perché saltano il numero di lunedì. Minore è, di domnica, il flusso di notizie di agenzia, quasi nulla l’attività delle sedi istituzionali, difficile è ottenere conferme o particolari. Prevalgono le informazioni sugli incidenti stradali e soprattutto sugli avvenimenti sportivi. Un non disprezzabile alimento alle cronache viene dagli eventi internazionali, anche se spesso non è semplice avere sotto mano lo specialista che sappia valutarli. In quella domenica del dicembe 1989 solo la radio di Vienna, in tarda serata, ritenne opportuno riferire, con tutte le cautele del caso, degli incidenti nella cittadina romena; non la tv francese, non quella italiana, né alcuno dei telegiornali americani, pur favoriti dal fuso orario. L’indomani, lunedì, solo due grandi giornali europei scrissero di Timisoara: il “Corriere della Sera” in Italia e “LeMonde” in Francia: in ambedue i casi non si parlava di vittime ma di “dure cariche della polizia, con numerosi arresti”. Fu il martedì 19 dicembre, in tutto il mondo, l’inizio vero del dramma raccontato dai grandi organi di informazione.”Sangue a Timisoara” secondo la “Washington Post”, tra i più autorevoli giornali statunitensi. Le notizie erano da tutti riferite, una volta tanto, senza apprezzabili accentuazioni o tendenziosità legate alla posizione politica.Il quotidiano italiano collocato più a sinistra riportò le inquietanti dichiarazioni di “uno scrittore romeno” emigrato in Jugoslavia: “I morti a Timisoara “sarebbero trecento, quattrocento.” La cittadina romena, in realtà, era difficilmente raggiungibile. Chiuse le frontiere in entrata, difficili i collegmenti telefonci, controllate dal regime di Ceausescu le emissioni radio, erano i cittadini stranieri che attraversavano il confine verso l’Ungheria le fonti primarie dell’informazione. Fu così che alcuni compagni di sventura (e di testimonianza) del già citato “viaggiatore cecoslovacco” fornirono al mondo i dati e i resoconti di una carneficina orrenda, destinata a rimanere nella storia. Tramite delle notizie furono, prevalentemente, le agenzie di Stato dell’Europa orientale, che vivevano in quei mesi un periodo di particolare curiosità e libertà, dopo gli straordinari accadimenti che avevano travolto i regimi comunisti dei rispettivi Paesi. Il 6 febbraio di quello stesso anno, in Polonia, Solidanosc, guidata da LechWalesa, aveva imposto la famosa “tavola rotonda” al governo guidato dal generale Jaruzelski. Il 2 maggio era caduta la cortina di ferro tra Austria e Ungheria. Tra l’8 ottobre e il 9 novembre si era dissolta la Rdt: Honecker era stato travolto, l’odioso Muro di Berlino, simbolo della guerra fredda,smantellato. Infine, tra il 17 novembre e il 9 dicembre 1989, era insorta pacificamente la Cecoslovacchia, e Husak era stato deposto. Aesso, finalmente, si muoveva anche la marmorea Romania, sinora immobilizzata sotto il tallone di ferro di Ceausescu, ultimo satrapo orientale. Ma come, realmente, si muoveva? Le notizie raccolte dalle agenzie est-orientali e rilanciate (da “France Presse” e “United Press”, dalla britannica “Reuter”, da “Radio Free Europe”) sul circuito internazionale dell’informazione, si facevano giorno dopo giorno, ora dopo ora, più drammatiche: la repressione da parte della famosa “Securitate”, la polizia politica di Ceausescu, era tremenda: il numero dei morti, anche se ancora non definitivo, impressionante. 25° cadaveri solo nell’ospedale di Timisoara, riferì la Radio ungherese; e “un medico” testimoniò che erano stati assassinati “trecento, quattrocento cittadini”. Lo stesso numero – ricordate?- drammaticamente denunciato dallo “scrittore romeno”. Chi dei due, ci si sarebbepotuto chiedere, aveva informato l’altro? (nella foto: una manifestazione degli anni 80 in Romania) Le fosse comuni
Il pianeta seguiva con passione, attraverso i resoconti dei giornali e i comunicati Tv (ancora del tutto privi di immagini) il susseguirsi incalzante degli eventi. Giovedì 20 dicembre, mentre in tante città del mondo cristiano era tempo di regali e di dolci sentimenti, piombò nelle redazioni, e fu rilanciata dalle rotative e dalle onde televisive la notizia del grande massacro. Due agenzie di stampa, l’autorevole “Taniug” jugoslava e la “Adn” dell’ex Germania comunista, lanciarono il massimo allarme per Timisoara, città forse ormai “completamente distrutta”. La cronaca della feroce repressione potè essere letta su due quotidiani jugaslavi, “Vecernje Novosti” e “Ekspres Politika”: bambini “schiacciati dai tank dell’esercito” , donne incinte “trafitte dalle baionette”, elicotteri che mitragliavano la folla. L’Europa non aveva mai visto, dagli orrori della guerra nazista in poi, analoghe scene di violenza e di sterminio. Fu l’Adn, per prima, a dare le dimensioni della tragedia ( mentre a Bucarest, proprio il 21 dicembre, si consumava la fine politica del dittatore Ceausescu, contestato in piazza e costretto alla fuga) : a Timisoara c’erano stati 4660 morti, 1880 feriti, tredicimila arresti, settemila condanne a morte.”. Il giorno dopo arrivarono sugli schermi di tutto il mondo, come un pugno atroce alla bocca dello stomaco, le immagini del massacro. Fu la TV di Stato ungherese a dare la notizia che a Timisoara era stata ritrovata la prima delle fosse comuni dove erano stati seppelliti frettolosamente i cadaveri: 4630 erano le vittime accatastate in quella fossa. Subito dopo, la Tv di Belgrado, e poi tutte le Tv del mondo civile, diffusero le scene dei corpi torturati e mutilati, appena disseppelliti, impressionanti sotto le torce che li illuminavano nella notte. I morti nelle fosse comuni – rese noto la jugoslava “Tanjug”, citando i dati forniti dal Comitato di Salvezza Nazionale – erano 4632. I giornalisti provenienti dall’occidente poterono rendersi conto di persona soltanto venerdi’ 22 dicembre dell’entità del massacro. Le frontiere fino a quel giorno erano restate chiuse, e le notizie, terribili ma incomplete, venivano raccolte ai valichi di frontiera - in particolare quello con l’Ungheria e quello di Vrsac, con la Jugoslavia – e attraverso i fili del telefono. Proprio per la particolarità – e la rarità – delle fonti, i resoconti apparvero per alcuni giorni molto simili, su tutti i grandi giornali internazionali. Ma anche dopo l’apertura delle frontiere, a cavallo dei giorni di Natale e subito dopo, i reportage dei maggiori osservatori giornalistici – d’Europa e d’America, di destra e di sinistra – furono sostanzialmente convergenti nei toni, nelle cifre, nelle descrizioni, nell’orrore umano e nell’appassionata condanna. Converrà perciò seguire l’evento attraverso le cronache del più diffuso quotidiano italiano: Il “Corriere della Sera” (tenendo presente che non diverse furono le corrispondenze del “Figaro”, o del “New York Times”). Il giornale titolò mercoledì con sicurezza: “A Timisoara è stata una strage, sparavano anche dagli elicotteri”, mentre una nota di cautela fu introdotta il giorno dopo dal corrispondente da Bonn (“le testimonianze dirette sono poche; molte sono quelle indirette, di seconda o terza mano”). Il giorno dopo, l’inviato al valico di frontiera fu in grado di riferire più precisamente le notizie da Timisoara:”I morti vengono praticamente “rubati” dalle autorità, portati via anche con camion per la spazzatura e sepolti probabilmente in fosse comuni nella “Foresta Verde”, il parco vicino a Timisoara.” La prima corrispondenza diretta fu telefonata dall’inviato del “Corriere” – così come da alcuni suoi colleghi che erano riusciti a raggiungere Timisoara, in una Romania attraversata dal moto rivoluzionario, mentre Ceausescu e la moglie erano braccati nel loro disperato tentativo di fuga – nella serata di venerdì 22 dicembre. Fu pubblicata perciò il giorno dopo. Era densa ed emozionata, sotto il titolo:”Timisoara, la città martire, esulta per la libertà – Ma, nelle fosse comuni, giacciono 4700 vittime della repressione”. Si leggeva: “..fa un certo effetto essere a Timisoara tra i primi, poche ore dopo che Ceausescu è caduto..La gente gioisce nelle strade, seppur sulla città si senta il peso dei 4700 morti, i cui corpi sono stati trovati in fosse comuni, dei 2000 feriti.” Furono prime pagine dense di tragedie e di sangue quelle degli ultimi giorni dell’anno. Nel frattempo, gli Stati Uniti avavano infatti dato avvìo all’operazione “Giusta Causa” , cioè all’invasione di Panama per la cattura dell’”uomo forte” Noriega. Poiché le notizie sul bombardamento della città centro-americana (con alcune migliaia di morti, si seppe poi) non avevano attraversato le strette maglie della censura imposta “per motivi di sicurezza” dal Pentagono, il giornale si limitava a riferire prudentemente, intanto, dei “diciannove militari USA rimasti uccisi” e titolava: “Panama: gli Stati Uniti in difficoltà inviano altri 2000 soldati”. Ma c’era soprattutto, a sovrastare nell’informazione l’orrore di Timisoara e il mistero di Panama, la rivoluzione in pieno corso a Bucarest. Alla Vigilia di Natale il titolo a nove colonne era sugli eventi nlla capitale romena, e il reportage diceva: “sulle strade giacciono migliaia di corpi senza vita. E’ probabilmente la più grande strage dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi.” A Bucarest come a Timisoara. O forse no. Nelle pagine interne, la corrispondenza dell’inviato nella cittadina-martire aveva infatti per titolo: “abbiamo assistito alla battaglia di Timisoara” e raccontava: “I morti e i feriti si stanno contando in queste ore..Siamo certi che è stata la maggiore battaglia urbana del dopoguerra”. Nella settimana da Natale a Capodanno la tragedia romena fu la regina degli eventi televisivi. Fu quella, due anni prima del Golfo, la grande prova mondiale della mitica Cnn. Le telecamere mostrarono, le voci fuori campo commentavano, gli inviati sul posto raccontavano. Persino le riunioni del Comitato rivoluzionario appena insediatosi a Bucarest si svolsero in diretta televisiva, nella sede della Tv di Stato espugnata dagli insorti ancor prima dello stabile del Comitato Centrale. La realtà era sotto gli occhi di tutti, dunque. Mai avvenimento planetario era stato seguito con tanto meticoloso scrupolo di verità. “La Storia in diretta” si disse con giustificata enfasi. L’orrore delle immagini televisive di Timisoara era inenarrabile. Sul maggiore giornale italiano così descrisse la scena l’inviato, finalmente libero, come tutti i suoi colleghi, di vedere con i propri occhi, di guardarsi intorno, visitare cimiteri e ospedali raccogliere testimonianze: “…La repressione ha provocato migliaia di morti…Cresce l’angoscia dei volontari che ancora ieri scavavano nel piccolo cimitero dei poveri. Di una donna incinta è stato trovato il corpo col ventre lacerato e con appoggiato a fianco il feto..Quasi ogni famiglia, qui, ha un figlio o un parente tra i morti…Tortura. Parecchi corpi ne recano i segni, con ferite che in alcuni casi vanno dal mento al bacino.” Le stesse scene erano minuziosamente descritte da tutti gli inviati, su giornali di diverso orientamento politico: per esempio l’Unità (“Quattromilacinquecento cadaveri irriconoscbili, mutilati, mani e piedi tagliati, con le unghie strappate.”) o “La Stampa” (Migliaia di cadaveri nudi legati col filo spinato, donne sventrate e bambini trucidati nel massacro di Timisoara.) in Italia; su “Liberation”, in Francia: (“Migliaia di corpi nudi e mutilati, nel carnaio di Timisoara”).Eccola. cupa e tremenda, la verità di Timisoara.. Non ci libereremo facilmente – pensò ogni pacifico cittadino del mondo – del ricordo di questo crimine.
Il custode del cimitero
C’è semre qualche persona che riesce a vedere l’imperatore nudo (quando tutti affermano concordemente che è splendidamente vestito), in mezzo ai grandi eventi della Storia. A Timisoara si aggiravano tra gli altri, in quei giorni, due cronisti venuti dall’Italia per conto di un quotidiano di Provincia: arrivati a spese proprie, per “vedere la rivoluzione”. Appena lasciate le valigie all’”Hotel Continental”, i due, Michele Gambino e Sergio Stingo – corsero al cimitero, per osservare dal vivo le immagini ossessivamente ritrasmesse dalla TV. Raccontarono poi: “Eravamo in preda ad un misto di oppressione e di curiosità: in una casetta di cemento, una delle camere di tortura della Securitate, c’è il cadavere di un uomo su un tavolaccio di ferro, la pancia squartata e poi grossolanamente ricucita. Poco distante, in fila su di un lenzuolo, ancora cadaveri, una ventina, nudi. Uno sembra trattenere le viscere rinsecchite tra le mani. Due metri più avanti la scena più orrenda, il corpicino di un neonato sul ventre di una donna. Ma c’è qualcosa di strano..almeno la metà dei cadaveri sono in avanzato stato di decomposizione, non c’è bisogno di essere degli esperti per stabilire che la morte risale a diverse settimane fa.; e ancora: la “madre” del bambino ha almeno una sessantina d’anni e il suo cadavere è peggio conservato di quello del presunto figlio.”. Dunque, la carneficina non è carneficina? I morti non sono morti? La realtà non è la realtà, la verità non è la verità? L’Imperatore non è vestito? I cronisti si rivolsero non al Tribunale della Storia, ma al custode del cimitero, che si autodefinì “direttore”. Quei corpi, spiegò l’uomo, sono di vagabondi: barboni, ubriaconi, derelitti; questo, aggiunse, è il cimitero dei poveri. Non c’era stata tortura, ma autopsia: perciò i cadaveri erano tagliati dal mento all’addome, e ricuciti. I corpi erano stati disseppelliti, illuminati, fotografati, ripresi dalle telecamere. “Ho detto a tutti la verità – si disperò il becchino – l’ho detta ai giornalisti. Ma nessuno mi ha dato retta.” Il giornale di provincia italiano aveva probabilmente in mano lo scoop del secolo. Ma non pubblicò una riga. Com’era possibile che la Tv mentisse, che i giornali mentissero? Timisoara non era dunque Timisoara? "Dieci giorni più tardi il racconto dettagliato dei due cronisti fu pubblicato da un settimanale nazionale, che titolò: “quelle cifre inventate, quei cadaveri truccati” Ma dieci giorni più tardi la Romania già non esisteva più, inghiottita dalle pagine interne dei quotidiani e dalle code dei telegiornali. Scrissero i testimoni del “non evento”: “Al nostro ritorno in Italia confrontammo ciò che avevamo visto con quello che avevano scritto i giornali, e avemmo la buffa impressione di essere stati da qualche altra parte”. Sensazione analoga dovette provare l’inviato di una grande agenzia occidentale, che non riuscì a capacitarsi di come avessero potuto essere uccisi sessantamila romeni (questa era la cifra rimbalzata in tutto ilmondo) in una città, come Bucarest, in cui solo pochi edifici apparivano distrutti o danneggiati. Raccontò, poi:”Gli ospedali erano chiusi alla stampa. Ma ad ogni angolo c’erano candeline accese, a centinaia. E qualcuno disse: “ogni candelina, una vittima” Dunque, io, giornalista, avrei dovuto scrivere il pezzo contando le candeline?” Un altro testimone incredulo, nella capitale, fu Guy Sibton, che poi espose i suoi dubbi su un prestigioso settimanale francese:”Le strade di Bucarest erano più tranquille di quelle di Parigi. In tre giorni tutto era finito? Se nei giorni 22, 23 e 24 dicembre migliaia di proiettili sono stati fatti esplodere dai carri armati sulla piazza del Comitato Cen | | |