Archivio
oggi
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
settembre 2004
luglio 2004
giugno 2004
Contatti
Link
Megachip






 

counter
*loading* visite

 

 



venerdì, 22 aprile 2005
 

R e c e n s i o n i
  "Salmodia della Speranza"
David Maria Turoldo letto da Moni Ovadia e Maddalena Crippa
   
Salmodia della Speranza di David Maria Turoldo "Non ho mai visto tanta folla attorno a me, ad eccezione di occasioni quali il 25 Aprile.
Sono arrivata alle 20.30, sicura di poter trovare posto perché sapevo che sarebbe stato possibile l'ingresso già a quell'ora.
L'inizio della rappresentazione era previsto per le 21.30. Le code - due - si dispiegavano su diverse file e tracciavano un'inversione a U.
Si entrava da sinistra e dal centro Alle 21.15  hanno aperto i  portoni e la folla ha iniziato ad affluire all'interno.
Non potevo vedere chi avevo alle spalle, ma immagino che in molti siano rimasti fuori. Il Duomo era pieno di persone stipate l'una accanto all'altra.
C'erano dei maxi-schermi, ma non tutti hanno potuto vedere ciò che si svolgeva all'altare.
Tutti, però, hanno potuto sentire benissimo. Ricordo accanto a me un ragazzo che ogni tanto, stanco della posizione eretta ed immobile, cercava di inginocchiarsi o sedersi, senza successo, per mancana di spazio fisico tra un corpo e l'altro.
Ma veniamo alla rappresentazione, ricca di emozioni e di suggestioni.
Le voci penetranti (non saprei come esprimermi altrimenti) di Moni Ovaia e Maddalena Crippa, che erano coadiuvati da alcuni bravissimi attori, ci hanno invitati - anzi, esortati - alla riflessione, al ricordo, alla vigilanza.
Lì, ancora una volta, ho sentito che è possibile l'unione fra diverse appartenenze, quando il denominatore comune sono l'uomo, la libertà, la giustizia, la democrazia. Moni Ovadia ha intonato un canto ebraico tanto struggente da farci accapponare la pelle.
La sua voce si elevava altissima e sì, la musica in questo caso sarebbe stato un inutile addobbo... Al termine del canto si è elevato un applauso lunghissimo.
Non avevamo capito le parole, certo, ma, come per magia, la magia del cuore e dei sentimenti, la nostra comprensione era totale.
L'orchestra ha suonato musiche bellissime.
Di altissimo livello la composizione e l'esecuzione.
Durante la rappresentazione ho appreso che padre David Maria Turoldo teneva sul comodino, accanto alla Bibbia, le "Lettere dei condannati a morte della Resistenza".
Maddalena Crippa ed altri attori ne hanno lette alcune. Fanno riflettere sul senso della vita."

Valfreda P. - Milano
postato da megachiplombardia | 17:44 | commenti



giovedì, 21 aprile 2005
 

 
L' i n f o r m a z i o n e   n e g a t a
   
 
Crisi in Ecuador
   
 
"Le notizie dall'Ecuador arrivano in Italia col contagocce; forse però
qualcuno ha letto sui quotidiani di oggi la notizia che il Presidente
Gutierrez ha dichiarato lo stato di emergenza, sospendendo i diritti
politici, a causa delle rivolta popolare determinata dal crescendo di misure
anticostituzionali da lui stesso e dalla maggioranza del Congresso prese
negli ultimi mesi, la più grave delle quali è stata certamente la
sostituzione della maggioranza dei giudici della Corte Suprema, accusati di
remare contro il Governo. Sembra che oggi lo stato di assedio della capitale
sia stato tolto, ma occorre essere prudenti.

La crisi ecuadoriana è molto grave; la volontà di Gutierrez e dei suoi
alleati è chiaramente quella di disfarsi con tutti i mezzi di un potere
terzo ed indipendente. Il relatore speciale della Commissione per i diritti
umani dell'ONU, Leandro Despouy, ha pubblicato poche settimane or sono un
rapporto molto preoccupato sulla situazione del Paese.

Come presidente di Medel assumerò le necessarie informazioni e riferirò al
più presto.

Voglio solo ricordare gli stretti legami che abbiamo costruito coi colleghi
dell'Ecuador, che hanno ospitato una nostra delegazione nell'ottobre del
2003 e sono in seguito venuti in Europa nel maggio del 2004 per partecipare
alla firma del patto federativo tra Medel e Jueces para la Democracia
dell'America latina.

In questo momento sono quindi preoccupato anche per la sorte degli amici
ecuadoriani.
 
Ovunque nel mondo chi vuole conseguire l'impunità e intende piegare ai suoi
voleri le regole dello Stato costituzionale di diritto attenta alla
indipendenza del potere giudiziario. "
Sunday, April 17, 2005

Segnalazione da Rino Sanna, 20 Aprile 2005

   
  Ultim’ora.
Brasile accorda asilo diplomatico a presidente Gutierrez
  21 apr 06:31  Ecuador
BRASILIA - Accordato dal Brasile l'asilo diplomatico al presidente dell'Ecuador destituito. Lucio Gutierrez, si era rifugiato nell'ambasciata brasiliana a Quito dopo i disordini scoppiati nel Paese sudamericano contro il governo in carica. "Dare asilo politico e' una tradizione regionale e fa parte del diritto internazionale pubblico", ha detto un portavoce del ministero brasiliano delle relazioni estere. (Agr)

postato da megachiplombardia | 21:48 | commenti



domenica, 17 aprile 2005
 



   A  b o t t a   c a l d a
   
  Papa Benedetto XVII “media” nuova frontiera del papato
  
Tutti hanno notato come negli ultimi anni la Chiesa abbia intensificato l’uso dei media, visivi e non, nella sua opera continua di evangelizzazione e di “gestione” delle proprie pecorelle. Un esempio eclatante è, in questo contesto, Radiomaria, emittente radiofonica diffusa su tutto il territorio nazionale e molto potente (in mezzi economici e in kilohertz).

Tuttavia il fenomeno non è nuovissimo; già a partire dal secolo XIX, i più avveduti esponenti della Chiesa avevano compreso l’importanza dei mezzi di comunicazione: basti pensare a Don Bosco, che utilizzò ampiamente la stampa e molte altre forme di aggregazione e di comunicazione per annunciare la Buona Novella ai giovani. Chi conosce anche solo un po’ la formula educativa dei salesiani di Don Bosco, non può non trovare in alcune sue espressioni esteriori e scenografiche (dai canti all’uso degli slogan) l’eco di  forme attuali di coagulo e di rappresentazione del consenso.
Più recentemente, papa Woytila ha mostrato di avere pienamente compreso il valore dei media -in particolare della  televisione-  e l’importanza del loro uso. Si è creato così il “fenomeno Woytila”, che è definitivamente esploso in occasione della sua malattia, della sua agonia, del suo funerale, raggiungendo vette di contagio mediatico di massa in un fenomeno straordinario quanto a mio parere preoccupante di consenso indotto attraverso la sua riproposizione continua, incessante…

Nessuna dimenticherà mai la componente “regale e trionfale ” della cerimonia di saluto di Giovanni Paolo II e non sfugge come, in quello spettacolo, la Chiesa di Roma intesa come potere sia stata vissuta in tutto il mondo, per qualche ora, come pienamente legittimata a quello stesso potere.

Forse solo chi ha ricevuto una educazione cattolica e ancora vive su di sè le problematiche e le contraddizioni di questo imprinting può avere una piena coscienza di cosa sia accaduto e non può che sentirsi intimidito e spaventato della cosa…
Del nuovo papa si può dire che si è affrettato a cavalcare l’onda lunga dell’evento mediatico, la cui eco ancora si diffonde, e l’impressione è che egli sia stato subito attento a non lasciarla infrangere nelle secche della quotidianità, così poco regale.
Le sue passeggiate e i suoi bagni di folla a poche ore dalla elezione sono stati immensamente indicativi di una consapevolezza e di un proposito futuro.

germana pisa
   
  La madunina e il 25 Aprile 2005
  
E’ stato bello vedere la madonnina del Duomo di Milano che, lassù tra le guglie più alte, tutta luccicante al sole, teneva la bandiera italiana. E' sembrata più 'umana' di quanto già non appaia sempre; perchè in effetti è così: quella madonnina è particolarmente poco 'severa' e 'distante' da noi, nonostante lo scettro regale dorato di gloria che regge accanto; e oggi, come dico, era ancora più facile sentirla vicina da parte delle migliaia di persone che affollavano la piazza per ascoltare parole di rito, ma non rituali affatto,visti i tempi che corrono...


Il sole oggi è uscito a Milano - dopo giorni di pioggia quasi ininterrotta - nell'ora d'inizio della manifestazione e l'ha scaldata e accompagnata per tutto il tempo. Così, c'era un'aria gaia intorno, anche per questo segno, ma, insieme, c'era un'aria grave e consapevole del momento.
Certo ricorderemo questo giorno e passeranno alla storia di questo ventunomilanovecentoquindicesimo giorno di libertà la bellissima folla che ha invaso la città, l'uomo che in alto sul camion sventolava la bandiera cantando, il vecchio partigiano che ha abbracciato Ciampi con immenso calore…
Così come le parole -faticose di età ma ancora piene di vigore- di uomini e donne che hanno vissuto quei giorni lontani e oggi ci hanno invitato a non dimenticare. E a vigilare e perseverare nella lotta per la libertà e per la democrazia.

germana pisa
   
   
  Nel fortino
  
La reazione di Berlusconi all’abbandono di un pezzo della sua maggioranza è, già di per sè, alle prime battute, uno strappo ulteriore al rapporto con il Paese: si tratta, come era prevedibile, purtroppo, di una reazione stizzita, chiusa nel suo rancore, e lo testimoniano le parole che ha lanciato, nel pomeriggio del 15 Aprile: “Non vi libererete facilmente di me”. Superfluo dire che la nostra, di reazione, non può, non possa che essere, in risposta: “ vogliamo liberarci al più presto di te”...Ammesso ciò sia possibile, dal momento che le difficoltà sembrano dare nuova linfa vitaminizzante al personaggio e sarebbe da domandarsi se, per caso, non si dovrebbe prendere in maggiore considerazione questo aspetto della sua psicologia, nel predisporre ogni strategia che si rispetti .
Se di qualcosa ancora ci fosse stato bisogno per completare il ritratto della persona, la reazione di oggi la fornisce e non è tranquillizzante. Sembra di capire, per quanto lo si possa ,occhieggiando attraverso le cortine tirate di palazzo Chigi , che il presidente Berlusconi consideri l’idea di seguire la strada consueta di ogni crisi..passaggio al Colle, riferire in parlamento, come l’ultima delle opzioni.

Si suppone, anzi, che questa opzione sia la meno desiderabile per lui, dal momento che egli dà ultimamente per scontato che libererà il futuro capo del governo dalla ingombrante serie di incombenze, procedure, ossequi, viaggi di andata e ritorno al Colle medesimo e che dovervi sottostare, oggi, lui perdente potenziale in queste ore, sarebbe già un segno di sconfitta e un depotenziamento virtuale delle sue intenzioni riformatrici.

Non sappiamo al momento come andrà a finire, di sicuro sappiamo che i nostri interessi non appaiono essere in cima alle preoccupazioni del presidente del Consiglio e nutriamo qualche dubbio che lo siano nella testa anche dei suoi alleati, sia quelli fedeli che quelli meno fedeli.

Avrà ragione il notista del quotidiano on line che ipotizza un viaggio di Ciampi a Palazzo Chigi, per stanare Berlusconi?...

germana pisa

postato da megachiplombardia | 22:15 | commenti



venerdì, 15 aprile 2005
 

   I l   d o c u m e n t o
   
  Irap allarme sanità allarme eversione

L'informazione non è sinonimo di evasione dalla realtà. Evidentemente è il contrario.L'informazione costa impegno e sacrificio da parte di chi la offre, ma anche da parte di chi la riceve.E' il costo della libertà.Leggendo sul sito di Repubblica online si trova questa notizia :"L'avvocato generale della Corte europea del Lussemburgo boccia l'Irap, l'imposta regionale sulle attivita' produttive, istituita dall'Italia nel 1997.

"Altrove (l'Espresso) si legge :"Secondo l'avvocato generale della Corte di giustizia Ue, con l'istituzione dell'Irap il governo italiano ha violato il divieto di istituire imposte simili all'imposta sul valore aggiunto (divieto previsto dalla sesta direttiva Iva)......La causa è stata sollevata dalla Banca popolare di Cremona che ha portato il fisco italiano davanti al giudice europeo"Altrove ancora :"L'Avvocato Generale ha chiesto alla Corte di giustizia l'incompatibilità del tributo regionale con l'Iva, perché assimilabile a un'imposta sulla cifra d'affari, espressamente vietata dalla sesta direttiva Cee.

"Nella mia incompetenza penso che  qualche notizia più adeguata possa servire a comprendere meglio le circostanze ed i fatti.

1) La legge sull'IVA è del 1972 (D.P.R.633) e , secondo l'art.1, si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi.
Cioè si applica al volume d'affari ma in realtà non colpisce nè le imprese, artigianali industriali o commerciali , nè le arti e le professioni.
L'Iva non colpisce le imprese , anzi per queste entità, l'imposta è del tutto assolutamente indifferente, non costituisce nè un costo , nè altro.
L'IVA è invece a carico dei consumatori, inclusa nel prezzo dei beni e servizi.

2) La legge istitutiva dell'IRAP è il Decreto legislativo n. 446 (1997 e successivo n.506 del 1999.
In base all'art 4. L`imposta IRAP si applica sul valore della produzione netta derivante dall`attività esercitata nel territorio della regione.
Dove per attività si intende esercizio abituale di un ‘attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.L'imposta IRAP è quindi effettivamente pagata dalle imprese , ma è l'unica , perchè l'IVA è a carico dei consumatori.

Quali sono le ragioni che hanno portato all'imposta IRAP?
Lo si capisce leggendo i titoli della legge:

- Titolo I. Istituzione e disciplina dell`imposta regionale sulle attività produttive;

- Titolo II. Revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell`imposta sul reddito delle persone fisiche, istituzione dell`addizionale regionale all`imposta sul reddito delle persone fisiche;

- Titolo III. Riordino della disciplina dei tributi locali.

A mio parere la legge ( istituendo l'IRAP regionale e l'addizionale regionale all'IRPEF) con l'obiettivo di dare impulso allo sviluppo della SANITA' (creando una fonte di finanziamento specifica , interprete della fiscalità generale)  intendeva anche rispondere alla volontà di dare applicazione al dettato costituzionale in materia di autonomia delle Regioni ( come previsto all'art. 114 e 115 del titolo V) secondo criteri che contemporaneamente salvassero anche il principio della solidarietà.

Per non aumentare la pressione fiscale, con l'art 36 la legge provvedeva anche all'abolizione di altri tributi esistenti:
a) i contributi per il servizio sanitario nazionale di cui all`articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41
b) l`imposta locale sui redditi di cui al titolo III del testo unico delle imposte sui redditi, (ILOR istituita nel 1986 ndr)
c) l`imposta comunale per l`esercizio di imprese e di arti e professioni (istituita nel1989ndr)
d) la tassa sulla concessione governativa per l`attribuzione del numero di partita IVA,
e) l`imposta sul patrimonio netto delle imprese (istituita nel 1992 ndr)

Contemporaneamente la legge 446-IRAP introduceva alcuni elementi fondamentali di costituzione materiale con i seguenti articoli.

Articolo 24 Poteri delle regioni
Le regioni a statuto ordinario possono disciplinare, con legge, nel rispetto dei principi in materia di imposte sul reddito e di quelli recati dal presente titolo, le procedure applicative dell`imposta.

Articolo 26 Attribuzione allo Stato di quote del gettito dell`imposta.
Articolo 27 Compartecipazione dei comuni e delle provincie al gettito dell`imposta.

Articolo 29 Finanziamento delle città metropolitane
Le regioni, nell`attribuire alle città metropolitane le funzioni amministrative di competenza provinciale o affidate ai comuni, a norma dell`articolo 19 della legge 8 giugno 1990, n. 142, provvedono ad assegnare alle stesse quote del gettito di tributi regionali.

Articolo 38 Determinazione del Fondo sanitario nazionale
Al fine della determinazione del Fondo sanitario nazionale di parte corrente e delle specifiche quote da assegnare alle regioni si considera come dotazione propria delle medesime il gettito dell`addizionale regionale all`imposta sul reddito delle persone fisiche prevista dall`articolo 50, ed il 90 per cento del gettito, ricalcolato sulla base delle aliquote di cui all`articolo 16, comma 1 e 2, dell`imposta regionale sulle attività produttive al netto delle quote attribuite allo Stato di cui all`articolo 26.

Articolo 50 Istituzione dell`addizionale regionale all`imposta sul reddito delle persone fisiche
..è istituita l`addizionale regionale all`imposta sul reddito delle persone fisiche.Quindi il 90 per cento dell'IRAP e il 100 per cento dell'addizionale dovevano servire a finanziare il SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Il valore della produzione netta , base di calcolo per l'IRAP (che si calcola con criteri dettati specificatamente per ogni tipologia d'impresa)  in pratica rappresenta la remunerazione dei fattori produttivi che partecipano alla realizzazione del reddito d'impresa.
Infatti viene calcolata sul valore che risulta dalla differenza fra il valore della produzione ( il valore prodotto dall'attività esercitata dall'impresa, arte o professione, in termini di volume d'affari e beni residui di magazzino) e il costo di quella produzione (cioè tutti i costi sostenuti per arrivare a realizzare quel valore prodotto) : cioè si calcola sul reddito prodotto dall'impresa.
E se nel costo della produzione devono essere esclusi i costi del personale, vuol dire che l'imposta riguarda oltre che il reddito derivante dall'attività tipica dell'impresa, cioè dall'organizzazione dei fattori produttivi, anche il reddito del fattore di produzione costituito dal lavoro.

Quindi non è esatto dire che l'IRAP colpisce la cifra d'affari , ma vero è che l'IRAP è commisurata al volume di redditività prodotta , perchè insieme al volume d'affari tiene conto anche del volume dei costi per realizzare quel volume d'affari.
Questo conferma l'intenzione del legislatore di ripartire il costo del bene salute non in modo indifferente, bensì in qualche modo collegato alla partecipazione delle  varie componenti della realtà sociale, al frutto, al risultato che le varie componenti della società traggono dalla partecipazione al contesto sociale medesimo.

La legge istitutiva dell'IRAP quindi voleva rappresentare un tentativo di realizzare contemporaneamente un principio di equità, una realizzazione del dettato costituzionale, un impulso allo sviluppo delle autonomie sia regionale , che provinciale e comunale attraverso il riordino dei tributi locali. Una base finanziaria alla SANITA' PUBBLICA di tipo fiscale,cioè a carico della collettività e ripartito con un criterio di partecipazione al prodotto sociale.Se si tiene conto che l'Irpef grava sostanzialmente sulle Ritenute dirette (effettuate in anticipo e obbligatoriamente) dai datori di lavoro sulle retribuzioni e che l'Irpeg colpisce soltanto dove rimane qualcosa dei redditi delle imprese, che già si difendono bene con le politiche di bilancio, con gli inventari calibrati o fasulli, e se non basta con l'elusione delle norme fiscali, credo che non ci sia molto di più da spiegare sul significato economico e fiscale dell'IRAP.

Non sappiamo quanto di pilotato ci possa essere nelle conclusioni dell'Avvocato generale della Corte Europea. Sappiamo però cosa ha risposto il premier , cogliendo al balzo l'occasione: 'Stiamo andando avanti con la modifica dell'Irap, perche' lo chiede l'Europa e perche' l'abbiamo nel programma. Il filone su cui si deve cambiare -aggiunge- e' quello degli investimenti che attualmente dissuade le imprese dal fare investimenti perche' pesa sugli interessi passivi'. Va precisato che gli interessi passivi sono elementi in diminuzione nel calcolo della base imponibile per determinare l'IRAP.Va ricordato che a sollevare il problema è stata una banca, la Banca Popolare di Cremona.
Va ricordato che molti sono i ricorsi pendenti contro il pagamento dell'IRAP, certamente molti da parte di istituti finanziari, ma probabilmente anche da parte di alcune amministrazioni pubbliche, anch'esse tenute al pagamento dell'imposta.

Ma perchè questo paese, questa benedetta cittadinanza non ha il diritto di sapere anche queste notizie?
Qual'è il contenzioso fiscale IRAP in Italia ripartito per settori economici tra pubblico e privato?
Quante sono le risorse che in questo modo non sono disponibili per la SANITA' PUBBLICA?
Cosa succedera' se questo contenzioso verrà definitivamente risolto a favore di coloro che non hanno pagato?
Cosa succedera' se l'IRAP dovesse essere abolita o anche soltanto sospesa.Chi sarà chiamato a far fronte ai 33- 34 miliardi di euro ( 66 o 68 mila miliardi delle vecchie lire) quasi 2 manovre finanziarie, che verranno a mancare?
Privatizzazioni all'italiana di un paese senza regole , oppure c'è di più?
C'è l'intenzione di dissolvere definitivamente la Sanità Pubblica Italiana , ovvero la struttura della pace sociale?
Riduzione delle tasse: la mistificazione ipocrita di imbonitori tanto spregiudicati e sfacciati, quanto pericolosi?
Oltre alla devastazione istituzionale attraverso il massacro della Costituzione, probabilmente sarà la Riforma fiscale a devastare la struttura sociale di questo povero paese.

La dittatura della maggioranza, la sfida alla costituzione scritta e materiale che questo governo - eletto dal popolo sicuramente per un tragico errore ( e sarà stato il secondo) - sta per completare, mira alla dissoluzione del tessuto sociale, al definitivo smembramento di questo paese aggravando la distinzione delle classi sociali e separando gli interessi civili ed economici, in un rinnovato contrasto che la nostra storia recente aveva cercato con ogni mezzo non cruento, di mediare e superare, in vista di un interesse collettivo superiore.Lo strumento operativo che meglio si presta a queste operazioni è quello fiscale.Attenzione alla propaganda diversiva!

La riduzione delle aliquote è in fondo quella che interessa di meno il vero obiettivo eversivo di questa maggioranza. Nascosto nelle pieghe della Riforma c'è lo Stato sociale in una delle sue espressioni più alte e significative: la sanità.
La riduzione delle tasse in realtà vuole eliminare proprio l'IRAP.Eliminare la base fiscale dell'autonomia costituzionale degli enti locali  e il tentativo di distribuire equità nella solidarietà sociale e civile, nell'equilibrio tra ricchi e poveri, tra regioni ricche e regioni povere.

Rino Sanna

postato da megachiplombardia | 15:07 | commenti



martedì, 12 aprile 2005
 

NOI ELETTORI VOGLIAMO ESSERE COOPTATI DAGLI ELETTI. QUESTO E' IL CONTROLLO DEMOCRATICO.

Non deve succedere che ricominci la danza delle tre carte, che ricominci il minuetto del "prego, passi prima lei".

Non vogliamo scambiare elezioni anticipate in cambio di gentili concessioni all'ultimo MOSTRO INCOSTITUZIONALE, in un rinnovato patteggiamento bicamerale, dove sempre -e come prima- soccomberà proprio chi crede di essere il più furbo.

 

Non vogliamo scambiare mediazioni tra la famiglia e il lavoro (depredati dei loro frutti, il reddito e il risparmio) confinati nel ricatto della precarietà,  e lo speculatore di turno che minaccia di andarsene con il malloppo. Non ne possiamo più di imprenditori di poca intrapresa e molta "finanza", che in pochi anni dividono e ricompongono cento volte gli stessi assetti societari, solo per la convenienza contabile e fiscale delle operazioni di bilancio , ma senza neppure lontanamente creare sinergie produttive o di mercato, salvo espellere ad ogni nuova "trovata" un po’ di scorie di materiale, quello umano.

 

Non vogliamo scambiare la richiesta di un'informazione critica, assidua, puntuale e non confessionale con qualche posto sul ponte di comando RAI (una presidenza Annunziata o un consigliere Petruccioli).

Non rinunciamo a smantellare il duopolio della disinformazione allo scopo di conservare al paese il beneficio di un "grande" imprenditore mediatico che basa il proprio potere personale sulla  spericolatezza delle manovre offshore e sulla possibilità poi di coprirle manovrando il potere politico.

Noi vogliamo una legislazione sull'informazione, assistita da sanzioni automatiche ed immediatamente esecutive; vogliamo che questa legge sia presidiata da un Comitato di controllo estraneo alla politica ed agli operatori di settore, a rotazione frequente, composto da esperti e probiviri, di nomina pubblica (compreso l'elettorato) e durata biennale, munito di potere d'intervento correttivo.

Non vogliamo rinunciare ad un sistema sanitario programmato e amministrato in trasparenza, libero dai vincoli delle lobbies farmaceutiche, per acconsentire ad una riduzione dell'IRAP. La sanità deve essere finanziata con strumenti capaci di distribuire il carico su tutte le componenti della ricchezza del paese, cioè su tutti i fattori produttivi: reddito delle imprese e delle arti e professioni (Irap) reddito delle persone (Irpef o contributi) e perfino delle amministrazioni pubbliche (realizzando contestualmente anche un controllo della spesa); altrimenti chi ne dovrebbe sostenere l'onere? E vorremmo davvero credere che le imprese che pagano l'Irap commisurata anche al costo del lavoro, poi non ne tengono conto nella determinazione dei salari e degli stipendi ? Ma se così fosse perché non convertiamo direttamente ai lavoratori le quote Irap in modo che le riversino allo Stato come contributo di solidarietà per la sanità pubblica ?

Noi non cediamo il principio -essenziale per la convivenza sociale- del BENE COMUNE amministrato e gestito sotto il controllo democratico all’idea perversa e tanto in voga dell'affidamento al Dio Denaro esasperato del monopolio assoluto mascherato e travestito da operatore professionale nel regno della libertà d'intrapresa economica.

Noi non cediamo il dovere sociale dell’ISTRUZIONE PUBBLICA cosmopolita, pluridisciplinare e pluralista alla ghettizzazione del sapere cosiddetto professionale e classista o a quella dell'integralismo confessionale.

 

MA SOPRATTUTTO NON DEVE SUCCEDERE CHE NOI ELETTORI CEDIAMO ALL'ATTUALE MAGGIORANZA IL CONTROLLO ANCHE DELL'OPPOSIZIONE IN CAMBIO DI UNA SPARTIZIONE DI POTERE ALL'INTERNO DELLA CLASSE POLITICA.

I controllori dell’opposizione siamo noi elettori e perciò il consenso politico sul  PROGRAMMA lo vogliamo esprimere noi e il controllo in itinere dell’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA lo vogliamo condurre insieme ai nostri rappresentanti. Noi vogliamo essere CONSULTATI PERIODICAMENTE ed esprimerci sulle scelte.

 

Non deve mai più succedere che siano logiche di potere a determinare scelte che ci possono portare a VANIFICARE  CINQUANT'ANNI DI SACRIFICI E DI IMPEGNO DI RICOSTRUZIONE  ECONOMICA, CIVILE E MORALE.

 

SI PREPARINO I RAPPRESENTANTI ATTUALI DELL'OPPOSIZIONE POLITICA A PROPORCI LE NUOVE FORME DELLA RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA ALLO SCOPO DI COOPTARCI DIRETTAMENTE E INDIRETTAMENTE.

 

 

 

NOI NON SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE

IL NOSTRO CONSENSO E' LA VOSTRA LEGITTIMAZIONE.

ALTRIMENTI LA LEGITTIMAZIONE VERRA' RIFIUTATA.

 

rino sanna

12/04/05

postato da megachiplombardia | 22:38 | commenti